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Sport
a cura di Iuri Rosselli

Aspettando il mercato



  Houston Rockets   VS  
Philadelphia Sixers
 
93-95 (28 Gen.)
  Houston Rockets   VS  
Golden State Warriors
 
110-93 (31 Gen.)
  Houston Rockets    VS  
Chicago Bulls
  
107-100 (3 Febb.)
  Memphis Grizzlies   VS  
Houston Rockets
 
104-93 (4 Febb.)
  Houston Rockets   VS  
Minnesota Timberwolves
 
107-90 (7 Febb.)
  Milwaukee Bucks   VS  
Houston Rockets
 
124-112 (9 Febb.)
  Houston Rockets   VS   
Sacramento Kings
 
94-82 (7 Febb.)

I Rockets come li conosciamo ora potrebbero non esistere più entro una settimana, anche meno.
Le tensioni dello spogliatoio continuano a devastare una squadra che, nonostante il buon record, non soddisfa quelle che erano le aspettative dei tifosi a inizio stagione. Chiunque abbia ha avuto la pazienza (e il coraggio) di guardarsi dall'inizio alla fine una partita di Houston al solo sentir parlare di titolo non può nascondere il sorriso. Questa "squadra" in realtà non è tale: le divisioni e le antipatie tra i giocatori hanno finito con il distruggere lo spogliatoio e ora riuscire a fare ordine in mezzo a tale guazzabuglio non è compito facile. Anche i numerosi infortuni in cui sono incappati i big man, spesso, nascondevano il bisogno di allontanare dalla squadra tal volta l'uno, tal volta l'altro giocatore per cercare di non fare esplodere la polveriera.
Coach Adelman dal canto suo ce la sta mettendo tutta per cercare di tenere i suoi ragazzi in riga e, considerando il rapporto qualità del gioco/vittorie bisogna dire che sta facendo un buonissimo lavoro.
Ma la situazione difficilmente sarà recuperabile e, dopo le già note critiche di Yao e Alston, questa settimana all'elenco che pende sulla testa di McGrady si aggiunge anche Artest: in un intervista Ron  ha dichiarato, senza giri di parole, che McGrady è dannoso alla squadra in fase difensiva.
Indipendentemente da chi possa aver ragione è chiaro che una situazione del genere finisce con il logorare l'ambiente e con il trascinare la squadra in un circolo vizioso di liti, dichiarazioni pepate e, soprattutto, pessime prestazioni sul campo.
Sicuramente l'inserimento di Artest non è stato opportuno in un ambiente che già era instabile e ciò era ampiamente  prevedibile ma ora non ha senso lamentarsi del latte versato e bisogna invece rimboccarsi le maniche.
Il mercato chiuderà giovedì prossimo e tra poche ore entrerà nel suo periodo più caldo, anche se  sono da escludersi grossi sconvolgimenti durante i tre giorni dedicati l'All Star Game.

Houston ha sicuramente abbondanza di giocatori da poter scambiare ma chi ha più probabilità di partire? Tracy McGrady viene dato per partente da molte fonti, attendibili e non, e con la sua eventuale partenza sicuramente in casa Rockets il clima si alleggerirebbe non poco. Ma siamo proprio sicuri che la sua cessione gioverebbe ai piani della società? Per chi scrive questo articolo sicuramente no, anche perchè molto difficilmente si potrà scambiarlo con un giocatore del suo stesso talento date le sue condizioni psico-fisiche e il suo faraonico contratto.
Personalmente credo che se dovesse avvenire la cessione del capitano (cosa tutt'altro che certa) Houston si troverebbe costretta ad attuare un piano di ricostruzione generazionale, chiudendo in un cassetto gli obbiettivi a breve termine a favore di quelli a lungo termine. In questa opera di ricostruzione sicuramente non potrebbero più trovare posto giocatori come Battier che sta vivendo una stagione disastrosa (è passato dai 15 punti di media dell'anno scorso ai 3 di quest'anno), Alston (non per demeriti suoi ma per il semplice motivo che il giovane Brooks merita l'occasione di un posto in quintetto), Mutombo e Barry (la loro età anagrafica troppo avanzata li esclude a priori da tale progetto).
Questo progetto di rinnovamento non sarebbe nemmeno così radicale perchè nella "nuova" squadra potrebbero trovare più spazio i giovani promettenti che ad oggi sono relegati alla panchina senza poter dimostrare tutto il loro valore, mi riferisco in particolare a Brooks, a Landry, a Wafer, e a Head.
Naturalmente anche Scola è un pilastro fondamentale per i Rockets del futuro dato che è praticamente rimasto l'unico giocatore a metterci l'anima in campo.
Non ci resta che aspettare e vedere quali novità arriveranno dal Texas, consci del fatto che la squadra così come è ora non può andare molto lontano ma anche consci che una rivoluzione di ampia portata a questo punto della stagione è difficile da attuare.