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a cura di Cristian Arena

Acquafresca & co. Juve k.o


Bianconeri spariti dopo l'inizio della ripresa, fuorigioco zemaniano. 

Che per la Juventus il mese di gennaio fosse tradizionalmente difficile lo si sapeva, quello che però non poteva essere dato per scontato era uno schiaffo così sonoro come quello di sabato sera.
Il pubblico di Torino, speranzoso in un successo dopo il k.o. contro l'Udinese al "Friuli" ha presto compreso che quello della Juve non è un semplice raffreddore; bensì una influenza.

L'emblema del momento negativo della Sig.ra è il suo simbolo Buffon il quale dimostra ancora qualche incertezza dopo l'infortunio alla schiena. Di fronte a lui non hanno certo fatto bene Chiellini e Le Grottaglie, mentre Zanetti a centrocampo come Sissoko ha faticato parecchio.
I rossoblu di Allegri dopo l' avvio con una doppia occasione per la Juve hanno trovato il vantaggio al primo affondo di un ispiratissimo Jeda. 18° minuto e il brasiliano crossa da destra trovando la zuccata solitaria dell'indisturbato Biondini. Gli ospiti si galvanizzano presto in seguito al vantaggio, non rinunciando al gioco e cercando addirittura il raddoppio con lo stesso sudamericano che si beve i centrali qualche minuto dopo prima d'esser chiuso in extremis. Nel mentre Zanetti, opaco fino a lì (21°), s'arrende ad un infortunio che lo terrà lontano dai campi per altri 3 mesi ed abbandona il campo per Marchisio.

La Juve comunque nella prima frazione è reattiva e dopo qualche tentativo di spaventare Marchetti trova l'1-1 alla mezzora quando Mohamed Sissoko infila di testa l'estremo difensore degli isolani su azione d'angolo.
Ma l'avversario, avendo già dimostrato la sua consistenza in parecchie occasioni, non smette di prendere iniziative, in particolare sulla destra con Fini. In fretta l'equilibrio si rompe nuovamente, questa volta a favore della Juve grazie ad una caparbia azione di Molinaro che recupera un pallone perso sulla sinistra (più fuori che dentro) e cerca di sfondare in aerea, chiusura cagliaritana e rimpallo per Nedved il quale non può esimersi dal fulminare Marchetti. In seguito a questa rete del 38° minuto la Juve da addirittura l'impressione di poter chiudere i conti con un paio di spunti d'Amauri, finalmente vivace in chiusura di frazione.

Al ritorno in campo la gara pare inizialmente meno accesa dei primi 45 minuti. Ma la difesa juventina si scioglie come il burro di fronte al primo affondo sardo. Palla persa a centrocampo, lancio di Canini per Cossu, facile assistenza in favore di Jeda che scavalca Buffon in uscita. E' il 54°. Il tecnico del Cagliari, con il solito coraggio delle scelte, manda Acquafresca (giustiziere della Inter a San Siro) in panchina per inserire in campo al 61° Matri. Il suo collega Ranieri effettua la prima sostituzione al 69° con Iaquinta al posto di Marchionni, per sbilanciare ulteriormente la squadra alla ricerca del nuovo vantaggio. Allegri comprende istantaneamente che non ha ragione di coprirsi e nello stesso istante fa entrare Lazzari per l'ottimo Cossu. Il neo-entrato, autore di 5 reti ai bianconeri in un doppio confronto di Coppa Italia all'epoca della sua militanza nell'Atalanta, sfiora la marcatura con una conclusione deviata. Anche Chiellini nel frattempo deve abbandonare il campo per problemi fisici, sostituito da Grygera al 72°. Al 78° il Cagliari rifila alla Juve un contro-piede micidiale facendo fare la figura dei polli ai difensori casalinghi, complice una versione zemaniana di fuorigioco a metà campo. Lazzari porta palla in situazione di 3 contro 1 e poggia per Matri il quale libero dalla presenza di LeGrottaglie la butta dentro ad occhi chiusi. All'85° cambio Fini-Parola.

Comunque la gara di fatto finisce qui, la vera reazione della Juve non arriva mai, perché mai nella ripresa la vera Juve s'è vista. Una squadra che prima d'essere in difficoltà fisica, attraversa una fase di problemi psicologi-ci, e si trova senza il suo faro Camoranesi e con troppi abbonati all'infermeria.
Certamente allora si può discutere il lavoro dello staff medico d'Agricola; ma prima di tutto si deve trovare una vera scossa perché la squadra non può gioire del k.o. del Chealsea, prossimo avversario di Champion's per 2-0 contro il Liverpool, considerando anche il rosso a Lampard dopo un'ora, e può farlo solo a metà per il passo falso dell'Inter a San Siro nell'1-1 contro il Toro, fanalino di coda. Il trand di Gennaio è troppo negativo per sperare in errori altrui e il Milan entusiasmato da Beckham va a più uno.

Migliore in campo
Biondini 
8
  E' l'uomo partita, corre per quattro, si inserisce splendidamente in occasione del 1-0 e da ritmo e organizzazione al centrocampo permet- tendo le fughe di Fini e Jeda. Arriva sul pallone sempre prima degli avversari e nei 90 minuti la sua prestazione non scende mai di tono.