

2008-12-22
"E" come efficienza, "E come evasione". E' da questi paroline magiche che parte la nuova avventura di riassetto della Pubblica Amministrazione. La continua ricerca di un assetto più efficiente e più moderno che, nonostante le reiterate critiche, il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, sta portando avanti, ha, infatti, modificato l' organizzazione di un organo molto importante in tema di casse pubbliche: L'Agenzia delle Entrate. Questa è il braccio armato del ministero del Tesoro per la lotta contro gli evasori; è quindi uno degli organi più importanti per il recupero di frodi a danno dello Stato e per il recupero di fondi da parte delle casse pubbliche.
La disperata ricerca di efficienza si è, però, imbattuta in decisioni che di efficiente sembrano avere ben poco. Infatti, in questa opera di riassetto sono state cancellate, dal nuovo presidente dell' Agenzia, Attilio Befera, alcune aree operative. Come riportato da fonti ufficiali, infatti, "le strutture delle direzioni regionali saranno d'ora in poi tagliate in base alla grandezza ed alla rilevanza dell' area geografica in cui operano". Tradotto significa meno centri di controllo e più possibilità di evadere. Come se non bastasse, sempre in nome della dea Efficienza, sono stati sostituiti tre dei più validi direttori delle centrali operative regionali; Francesco Miceli, Orlando de Mutis ed Enrico Pardi.
Il primo è l' attuale direttore della sede lombarda dell' Agenzia delle Entrate, dal gennaio 2007, ed è colui che ha fatto, prima, emergere in una regione clou per la Sanità, lo scandalo sugli studi medici (evasione e dipendenti in nero) e, poi, ha seguito l' indagine che ha portato la società lussemburghese Bell di Emilio Gnutti, cliente dello studio di commercialisti fondato dal ministro Tremoniti, a pagare una maxi sanzione di 156 milioni di euro per evasione. Il criterio "se fai bene, vai via" viene, ancora una volta confermato. Miceli aveva, fra l'altro, l' anno scorso, ottenuto risultati record fra le direzioni regionali. Ciò non è bastato. Verrà sostituito da Carlo Palombo, oggi in Umbria.
Il secondo ed il terzo decapitati sono gli odierni presidenti di Lazio e Liguria. Proprio quest' ultimo vantava un record singolare. Aveva, infatti, nel maggio 2007, trovato, su cento contribuenti controllati, 96 irregolari.
I cambi non finiscono qui, però. Sul piede di partenza abbiamo anche chi lavora in strutture centrali come Salvatore di Giugno, ormai prossimo alla pensione, reo di aver criticato l' assetto organizzativo di Equitalia, una controllata dell' Agenzia delle Entrate, ai tempi diretta da Befera. Al suo posto subentrerà Stefano Crociata, legato da parentela a Monsignor Mariano Crociata, nuovo segretario della Cei.
A rendere ancora più drastica l' attività dell' Agenzia e più agevole quella degli evasori la serie di misure apportate, sin qui, dal governo in carica: abolizione dell' obbligo per professionisti e autonomi di tenere un conto corrente specifico per l' attività, innalzamento, da 5 mila a 12.500, il limite per gli assegni trasferibili, eliminazione dell' obbligo per le partite Iva di tenere un elenco dei clienti e dei fornitori, possibilità di pagare le tasse non versate dopo l'invito del contraddittorio da parte del Fisco con una sanzione ridotta a un ottavo del minimo.
Le misure anti-evasione sembrano, quindi, suggerirci un slogan, preso in prestito dall' Onda studentesca e parzialmente storpiato, che suona quantomeno ridicolo "Voi non pagherete la nostra crisi".