

2008-09-30
"Noi siamo ciò che mangiamo". Questa la sentenza di Feuerbach, filosofo tedesco di metà ‘800, che riconobbe all'alimentazione il merito di riflettere chi siamo, chi diventeremo ma anche i principi etici nei quali ci identificheremo, poiché ogni nostra scelta ha sempre le sue conseguenze. Il problema sorge quando le scelte vengono prese dalle persone sbagliate su pressioni di persone sbagliate. Primo soggetto in causa Silvio Berlusconi, secondo soggetto le lobby degli Ogm. Il traguardo a cui vogliono, insieme, arrivare è quello di trasformare la tanto ricca e diversificata agricoltura italiana, con prodotti tipici derivanti dalla pluralità di territori di cui dispone il nostro Paese, in un' agricoltura fordista, quantitativa ed omologata. Mettere in pratica questo significa mutare le sorti di un territorio che per il 70% è coperto da Dop (Denominazione di Origine Protetta) e Igp (Indicazione geografica protetta), costringendolo ad una obbligata convivenza con gli Ogm.
I prodotti in questione sarebbero, sostanzialmente, quattro: soia, mais, colza e cotone. Gli interessi in gioco molti più. Si parla, infatti, per le aziende leader del settore, con Monsanto, ovviamente, in testa, di un fatturato di 700 milioni, solo, per i primi due anni. Il fronte pro-Ogm porta, inoltre, in campo tre ragioni che potrebbero far, drasticamente, cambiare le sorti della partita. Riduzione dei costi, risoluzione del rischio prodotti in estinzione ed aumento della produttività agricola con conseguente riduzione del problema della fame nel mondo. A questo si aggiunge, poi, la benedizione dell' Unione Europea che, nelle prossime settimane, presenterà alla Commissione dei 27 una proposta pronta ad aprire l ‘import ai mangimi ed agli alimenti contaminati raddoppiando la soglia, attualmente accettata, dello 0,1%.
Nonostante gli Ogm, in Italia, non abbiano ancora ricevuto il via libera, molti dei cibi che, quotidianamente, finiscono sulle nostre tavole verificano percentuali Ogm maggiori rispetto a quella consentita, dello 0,9%, con una situazione non completamente monitorata, poichè i tecnici della Salute, ad oggi, non hanno ricevuto, dalle Regioni (Abruzzo, Molise, Basilicata, Sicilia, Calabria), le rilevazioni.
La politica, al contrario dell' economia italiana restia agli Ogm, non si schiera o, se lo fa, lo fa velatamente. Pd contro, Italia dei Valori si astiene e Pdl, come sempre, a favore. Insomma nulla di nuovo. Infatti, anche qui, il conflitto di interessi, targato Pdl, c'è e si vede. L' attuale presidente della commissione Agricoltura del Senato, Paolo Scarpa Bonazza Buora, è stato per anni responsabile del settore ed ora caldeggia fortemente l' introduzione degli Ogm, avendo lui, dalle parti di Portogruaro, un migliaio di ettari che coltiva, guarda un po', a mais e soia, ossia i due prodotti maggiormente interessati al tema.
Insomma, le belle sentenze filosofiche, così come i diversificati prodotti tipici, sono, ormai, ricordi passati, il futuro ci riserverà, in politica, cosi come in agricoltura, una unica omologata sentenza "noi siamo ciò che gli altri ci faranno mangiare", ossia "noi siamo ciò che gli altri ci faranno essere".