

Cpt, acronimo di Centro di permanenza temporanea. Cpt, traduzione di carcere illegale. Questa è la prima tappa "estera" del clandestino, dopo un viaggio estenuante, una volta giunto in Italia. Qui, gentilmente, verrà ospitato, identificato sino a che, di norma entro sei mesi, lo Stato non avrà esaminato e deciso, positivamente o negativamente, sulla sua richiesta di asilo politico. Qui, inoltre, verrà, sempre gentilmente, recluso, in quanto alla sera dovrà, sempre qui, fare ritorno.
Nelle ultime settimane il problema di esaurimento posti, già più volte emerso, si è, maggiormente, ampliato in quanto lo scorso 28 gennaio è stato emesso, dal Presidente della Repubblica, il decreto 25/2008 che mette in pratica la direttiva europea, per la quale l'Italia, oramai, non può più ignorare le richieste di asilo, perché inserita nella ristretta cerchia dei Paesi virtuosi, ossia di quelli più inclini all' accoglienza. L' emergenza non sarebbe di difficile soluzione, contando che le domande erano, nel 2007, 7.726 ed i Comuni, associati all' Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani), ossia coloro che sono preposti ad offrire il sistema di protezione, poco più di 7 mila. Ciò sarebbe significato un rifugiato per ogni Comune. Ciò sarebbe significato anche possibilità di inserimento, tramite possibilità di lavoro. La realtà è, però, un po' diversa e vede solo 120 Comuni impegnati nell' assistenza costringendo, così, lo Stato a pagare, visto il sovraffollamento delle strutture ordinarie, una diaria di 50 euro per ogni immigrato alle associazioni ed agli enti, sociali, religiosi o di volontariato, che si fanno carico dell' ospitalità. Totale 2 milioni in più ogni mese rispetto alla procedura ordinaria.
Paradossalmente queste carceri privanti, i clandestini, della libertà, sono, almeno durante l' attesa del giudizio della commissione territoriale per i rifugiati, l' unico momento in cui possono contare, quotidianamente, su vitto e alloggio pagati. Emesso questo, infatti, se l' esito è negativo vengono espulsi immediatamente, se, contrariamente, l'esito è positivo finiscono, salvo i casi più delicati, in strada nelle mani del lavoro nero, in quanto i centri d' accoglienza, sempre esauriti, non possono più ospitarli.
Facendo un rapido viaggio, lungo tutto il territorio nazionale, emerge, come capoclasse, la calorosità della Regione Sicilia con ben 17 strutture, tra enti privati e associazioni religiose, che offrono ospitalità. Segue a ruota Roma, con 5 centri. Sono, inoltre, coinvolte nel progetto le Regioni Toscana, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Sardegna e Lombardia, che, come fanalino di coda, chiude la graduatoria con un unico centro a Castiglione delle Stiviere e con soli 20 posti nel capoluogo Milano, uno dei centri più piccoli di Italia.
Come a dire più li sfruttiamo, meno ci teniamo!