Sei in: Homepage >Concorrenza al libero mercato
Inchieste
a cura di Marco Residori

Concorrenza al libero mercato

 

   

L' economia è la Legge. Le leggi dell' economia sono i mezzi. Il profitto è il fine. Questo l' iter regolamentario del mondo capitalista che, però, non esclude vie alternative. Gli abili imprenditori italiani, infatti, accantonano la tanto studiata legge della domanda e dell' offerta per far scendere in campo una legge, maggiormente, quantomeno per le loro tasche, efficiente: i cartelli.

Questi sono un efficace strumento produttivo di ricchezza, messo in pratica a danno dei consumatori dai produttori, che tramite accordi sottobanco permettono alle loro aziende di far lievitare i prezzi, anche davanti ad una domanda in flessione. I monopoli che vengono, così, a crearsi, permettono agli imprenditori di presentare prezzi uguali ed elevati ai consumatori che, ormai inermi, si trovano davanti ad una scelta di uguale "incovenienza", con tanti saluti a libero mercato e concorrenza.

L' invasione dei cartelli si verifica, oramai, in tutti i campi dell' economia italiana, partendo da ciò che più è primario nei bisogni degli italiani. Si registrano, infatti, monopoli tra l' Unione panificatori, tra i produttori di latte e tra l' Unione industriale dei pastai che propongono prodotti che si differenziano tra loro solo di qualche centesimo. Passando, poi, ai bisogni secondari sono molti gli scontenti. A cominciare da chi aspettava con ansia il lancio, italiano, dell' iPhone, sperando in qualche promozione, e che, invece, si è trovato davanti a prezzi, sia di Tim che di Vodafone, sia per tariffe chiamate che per servizi sms, identici. Proprio sui servizi sms e mms sta, ora, indagando l' Antitrust per capire come mai il cliente italiano paga il servizio 12 cent contro gli 8 dei consumatori europei.

La benzina e i servizi bancari sono, inoltre, gli altri temi caldi. Riportando quanto scritto dal "Quotidiano Energia", il prezzo di un litro di verde costava, nelle prima decade di agosto, nei distributori delle "nove sorelle", tra 1,471 euro e 1,474. I numeri parlano da soli.

Per i servizi bancari, oltre alle sanzioni già comminate per il mancato rispetto della gratuità del trasferimento mutuo, si può osservare, secondo i dati di una importante rivista del settore, che per un prestito quindicinale di 100 mila euro a tasso fisso, ad un trentenne, le proposte varierebbero di poco. Unicredit, Monte dei Paschi e Banca Agricola Mantovana offrono, infatti, lo stesso prezzo (839 euro), Ing Direct costa un euro in più, che Banca! tre euro in più, e Carige, Intesa San Paolo e Credem tre-quattro in più di quest' ultima.

Le lamentele, oltre che dai diretti interessati, i consumatori, arrivano anche dal Presidente dell' Antitrust, Antonio Catricalà, che definisce irrisori i costi delle multe per chi infrange le regole e che vorrebbe una maggiore diffusione della pratica della "leniency", ossia quella speciale politica che spinge i pentiti a svelare i cartelli in cambio dell' immunità.

Il vincitore di questo oneroso Monopoli non lo si conosce ancora, i perdenti sono, invece, sempre gli stessi, i consumatori.