

2008-06-23
Tripolio, duopolio, monopolio. Tre reti (Rai, Mediaset, La7), due grandi sistemi televisivi (pubblico e privato), un unico padrone. Data per assodata la proprietà diretta e non (Confalonieri) di Mediaset di Silvio Berlusconi, i due altri poli di trasmissione Rai e La7, sono diventati anche loro proprietà indiretta del Cavaliere. Per vedere come si è arrivati a tanto è necessario fare qualche passo indietro.
La Rai è il servizio pubblico radiotelevisivo italiano. Come potrà essere vero che è nelle mani di un privato? Risponde la legge Gasparri approvata il 04/05/04 che affida le nomine dei nove consiglieri Rai al Parlamento riunito (Camera e Senato) in termine di 7 membri, al Ministro dell' Economia, con necessaria approvazione della Commissione parlamentare di vigilanza, in termini di un membro ed al Ministro dell'Economia, come suo uomo fidato, senza necessità di alcuna approvazione in termini di un membro. Essendo dispari i membri ed essendo uno di loro a fare pendere la bilancia, è facilmente intuibile che sarà il Ministro dell'Economia, tramite il suo uomo fidato, a decidere le sorti della partita. L'attuale Consiglio di Amministrazione vede infatti, complice l'incapacità di sfruttare questa prassi del passato governo di centro-sinistra, cinque membri del centro destra, Urbani (FI), Staderini (UDC), Clerici Bianchi (AN), Malgieri (Lega), Petroni (FI), e quattro del centro sinistra, Curzi (PDCI), Petruccioli (PD), Rizzo Nervo (PD), Rognoni (PD).
E' chiaro ora come anche il sistema pubblico sia nelle mani di un privato, nonostante siano ancora lì, sul tavolo, senza alcuna considerazione, le due proposte di riforma del sistema televisivo pubblico (Legge Gentiloni e Legge di iniziativa popolare) che, come primo obiettivo, si ponevano l'esternalizzazione delle nomine tramite l' istituzione di una Fondazione (legge Gentiloni) e di un Consiglio per le Comunicazioni Audiovisive (legge di iniziativa popolare).
La7 è il terzo polo televisivo italiano. Nato sulle ceneri di TMC, aveva dato vita ad un progetto che si poneva come alternativo rispetto al duopolio Rai-Mediaet (che come abbiamo visto è più che altro un monopolio) dove erano inseriti anche ampi spazi di libertà per i "bulgari" cacciati dal privato padrone della Rai. Il tutto è durato il tempo di una puntata dello Show di Fabio Fazio. Terminata questa, il privato padrone di tutte le televisioni, ha consigliato ad un suo fidato amico, Tronchetti Provera, di acquistare La7, così anche "la terza rete" è, indirettamente, giunta tra le mani di Silvio Berlusconi. Un piccolo spiraglio resta, però, visto che dalla chiusura di bilancio 2007, ultima prima che Tronchetti Provera lasciò le sue quote Telecom (La7 è controllata da quest'ultima), la nuova gestione Barnabè sembra essere tornata "un po' più libera".
Karl Popper, filosofo austriaco del ‘900, diceva: "Chi controlla l'informazione televisiva controlla la democrazia". Perché nessuno gli ha mai prestato un briciolo di attenzione?
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Bell'articolo
DA: Merk
2008-06-24
Per capire il vergognoso sistema radiotv italiano basterebbe sapere come Berlusconi ha occupato le frequenze agli albori del colosso Mediaset e come il suo amico Craxi lo abbia regolarizzato in tempi record con procedure ad hoc. Comunque l'eccesso di spoyls System italiano ben visibile con il caso Rai è una normale conseguenza dell'evoluzione partitica e della trasformazione del voto , diventato oramai di opinione e quind facilmente condizionabile.
?