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Inchieste
a cura di Marco Residori

Giornali Italiani? Stampati!!

La stampa italiana non ha padroni. Questo sembrano gridare i quotidiani, grandi e piccoli, di destra e di sinistra. In realtà, il burattinaio che li fa, quasi unanimemente, muovere si chiama finanziamento pubblico. Tramite questo è infatti facile pilotare, come già nel sistema televisivo, l'informazione. Il finanziamento viene concesso a seconda della tiratura, e quindi dei costi sostenuti e sono due le modalità per ottenerlo: il finanziamento diretto (sulla base di costi sostenuti e denunciati) e il finanziamento indiretto (spese postali, riduzioni fiscali). La legge prevede nove categorie alle quali, verificati i requisiti,  corrispondere i finanziamenti: Grandi gruppi editoriali (RCS - Corriere e Repubblica), Giornali di partito (La Padania, Europa), Giornali (Libero, il Riformista) nati da movimenti con la sottoscrizione di 2 parlamentari anche di schieramenti opposti (successiva  modifica della legge con estensione del numero di parlamentari a 10 facenti parte di un stesso gruppo parlamentare. Possibilità da parte di quelli nati sotto la precedente legge di trasformarsi in cooperative e proseguire la propria attività),Cooperative di giornalisti (il manifesto) o società con maggioranza detenuta da cooperative. (valido anche per giornali in lingua estera o editi da cooperative all' estero),Giornali portanti voce dell' insegnamento cattolico (l'Avvenire),Giornali per i disabili (sordo-muti),Giornali editi e diffusi all' estero,Giornali editi in Italia e diffusi all' estero,Distribuzione di Repubblica e Corriere della Sera in paesi extracomunitari.

Capitolo a parte riguarda la free press, paradossalmente, anch'essa controllata dai grandi gruppi e quindi dalla politica. Qui le forme di finanziamento sono diverse.  Esse sono, infatti, private e sono ottenute tramite la vendita delle inserzioni, degli spazi pubblicitari all'interno dei giornali. Le proprietà invece sono identiche. Abbiamo, infatti, il gruppo RCS che controlla "City", il gruppo Caltagirone che controlla "Leggo" ed il gruppo Sole 24 ore che controlla " 24 minuti". Uniche due eccezioni sono Metro, di proprietà svedese, ed  E-Polis, di proprietà di Nicky Grauso, imprenditore sardo fuori dagli schemi dei grandi gruppi.

Sabina Guzzanti iniziò uno dei suoi spettacoli teatrali chiedendo al suo pubblico se sapesse che l'Italia era al 52esimo posto nella graduatoria mondiale per i sistemi di informazione. La risposta fu ovviamente "NO". A quel punto lei controbattè: "Ecco, proprio per questo siamo al 52esimo posto...". Mi pare basti questa sineddoche a riassumere l' argomento,no?

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